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700 intervistati su 900 considerano Gesù affascinante. Ma da come va il mondo non si direbbe.
Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. Nulla di nuovo sotto il sole. In questi giorni dal Brasile all’Italia si consumano pagine e pagine sui preti coinvolti in casi di abusi sessuali; può darsi che sia così, però le cronache poco o niente dicono dei tantissimi preti che stanno facendo cose eccezionali in un modo normale, 24 ore su 24. Mi ricordo che Madre Teresa diceva: “Ognuno ragiona in base al marciume che ha dentro”. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Se vado con le persone sporche camuffo anche la mia sporcizia. Sono convinto che il bene esiste, eccome, e che ci sono dei ragazzi e delle ragazze meravigliose. Certo fa più effetto, fa più audience - e questo è sbagliatissimo - un caso come quello dei giovani studenti di Perugia coinvolti, secondo quanto è riportato dai giornali, nell’omicidio di una loro amica, che non i tanti ragazzi che vivono la purezza, che vivono, magari con fatica, i loro sentimenti e che li vogliono belli, puliti. C’è un certo mondo che vuole che ci sia sporcizia, perché in questo modo si camuffano tante situazioni. |
Le donne che hanno risposto al sondaggio su web sono quasi il doppio degli uomini. Gesù è roba da donne?
Gesù è roba da puri di cuore. Gesù è roba da veri ricercatori e la donna è più portata ad essere ricercatrice, è portata alla riflessione profonda. Maria nel Vangelo è ritratta come colei che “serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”. Questa per me è la donna. Purtroppo oggi questo modello ha poco seguito, anche tra le donne che, a volte, snaturano il loro essere profondo per copiare, per scimmiottare il modello maschile. Gesù è roba da bambini perché bisogna essere semplici, bisogna essere curiosi.
Per i giovani sotto i 20 anni Gesù è maestro e amico; solo al terzo posto si trova la definizione Dio.
Credo che quando lo trovi, Gesù non ti affascina solo perché è il tesoro che mai avresti pensato di trovare nel campo, ma perché ti vuole bene, perché lo senti amico; poi crescendo ti accorgi che hai incontrato qualcuno che per te è importantissimo. Non mi dispiace che per gli adolescenti e i giovani che hanno risposto al questionario Gesù sia maestro ed amico. Mi sembra una definizione da innamorati ingenui che si stupiscono che il loro amico sia qualcuno di veramente importante.
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Gesù che perdona è la figura che affascina di più tutti. Che indicazioni possiamo trarne?
Gesù è proprio questo, è il vero amico che perdona, che ti capisce, che ti guarda in faccia e si lascia guardare in faccia. Mi fa molto piacere questa sintesi dei ragazzi. Se un padre ti spaventa e hai paura di lui, tu scappi da casa. Se invece sai che ti può capire… un padre così chi se lo lascia scappare!
L’11,2% trova la Chiesa arrogante, il 35% trova che la persona più convincente su Gesù sia un uomo/donna di Chiesa, il 43,8% trova che la Chiesa l’aiuta ad avvicinarsi a Gesù.
La Chiesa, malgrado le difficoltà che trova in tante donne e tanti uomini, l’ha voluta Gesù e quindi è bello ed è giusto che riesca ad attrarre; però vorrei che la Chiesa si accorgesse anche di quella piccola percentuale, non enorme, che la considera arrogante. Mi fa piacere incontrare delle persone che mi fanno dei complimenti, ma apprezzo di più la critica costruttiva di un amico serio che mi aiuta a cambiare; è con il cambiamento che noi troviamo continuamente la novità.
Moltissimi giovani si interrogano sul perché Dio non faccia niente di fronte al male, la sottolineatura è: se Dio è veramente Dio, perché c’è il male?
Credo che sia giusto porsi questa domanda, che sia giusto lamentarsi della sofferenza, del male, che siano giustissime queste affermazioni. Quando siamo immersi nella sofferenza e nel male ci viene incontro Gesù, anche Lui ha pianto, ha gridato: allontana da me questo male.
È in sintonia con il grido dell’umanità che quando non ne può più grida “perché?”. Detto questo, ed è giusto che si dica questo, Gesù ha messo noi in mezzo ai tanti perché, Gesù ha dato a noi l’intelligenza, Gesù ha affermato che possiamo fare persino cose più grandi di quelle che ha fatto Lui. Allora non ci dobbiamo scoraggiare. L’uomo faccia veramente l’uomo, si comporti da figlio di Dio, poi potrà anche andare a discutere a tu per tu con Dio.
Intervista ad Ernesto Olivero
di Claudio Maria Picco
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